I farmaci inibitori della pompa protonica (PPI) sono principi attivi molto importanti che hanno modificato la storia delle patologie acido-correlate.
Il gruppo dei PPI ha sostituito nell’uso comune il gruppo precedente di antisecretivi, ovvero gli antistaminici (o anti H2) tra i quali ricordiamo la Ranitidina, divenendo largamente più diffusi di questi ultimi per la loro maggiore efficacia.
Nel breve termine i PPI sono altamente efficaci ma, sebbene esistano indicazioni per una assunzione a lungo termine (ad esempio nnella terapia dell’esofago di Barrett), va detto che il loro diffusissimo utilizzo cronico spesso non è indicato.
Sovente vengono prescritti PPI senza una chiara indicazione; occorre quindi precisare che, sebbene si tratti di molecole considerate “sicure”, recenti studi osservazionali hanno associato il loro utilizzo cronico a diversi rischi (polmonite, infezione da Clostridium difficile, fratture osteoporotiche, etc.)
Pertanto sarebbe auspicabile una appropriatezza prescrittiva, poichè l’uso inappropriato di questi farmaci può incidere negativamente sulla salute dei pazienti....
Autore: Dr. Francesco Quatraro
Tipologia: Articoli MinForma
Specialità: Gastroenterologia e endoscopia digestiva
Autore: Dr. Francesco Quatraro
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Specialità: Gastroenterologia e endoscopia digestiva